Nubifragi
tra Montescaglioso e Ginosa: piogge violentissime prodotte da un sistema
“V-Shaped”, indici di rain/rate a fondoscala
Come
previsto il grosso del maltempo si è spostato sullo Ionio, interessando le
rispettive aree costiere esposte all’umidissimo e fortemente instabile flusso
sud-occidentale, d’estrazione sub-tropicale marittima. Da oltre 36 ore, ormai,
il Tarantino è battuto da piogge violente e forti nubifragi temporaleschi che
stanno scaricando autentiche bombe d’acque su gran parte del Materano e del
tarantino più meridionale. In alcune località del Materano, nel corso dell'pomeriggio, durante l’arrivo del primo imponente “Clusters
temporalesco”, appena sfornato dalle calde acque
superficiali del mar Ionio, si sono abbattute precipitazioni violentissimi,
accompagnate da indici di rain/rate a fondoscala che nelle
fasi più estreme hanno toccato valori impressionanti, sui 400-500
mm/h. Ciò significa che se continuava a
piovere con quell’intensità per più di un’ora si potevano accumulare oltre 400-500
mm d’acqua. In genere piogge cosi violente si localizzano
all’interno dei vasti ed esplosivi “Clusters
temporaleschi”che si sviluppano a ridosso della fascia
equatoriale, lungo il “fronte di convergenza intertropicale”, l’area dove nascono quei complessi ammassi
temporaleschi che successivamente evolvono in “tropical
waves” e perturbazioni tropicali più organizzate, in fase di
rapida intensificazione a tropical depression o tropical storm.
Nel caso del Materano, i violenti nubifragi di ieri pomerriggio sono stati apportati dallo
sviluppo di un complesso sistema temporalesco a mesoscala, alimentato da S-SO e
SO, da una massa d’aria molto umida e altamente instabile nei medi e bassi
strati (con una vistosa componente ascensionale legata al processo
d’instabilità “baroclina” indotto dal “CUT-OFF”isolato attorno la Corsica). Il sistema temporalesco
ha successivamente assunto le caratteristiche di un autentico “V-Shaped”, un
potente sistema temporalesco a mesoscala di tipo lineare. La caratteristica di
questi temporali, che assumono un carattere autorigeneranti quando transitano
sopra un ampio tratto di mare, con temperature delle acque superficiali
piuttosto miti (ma non per forza calde), è quella che nella parte più
meridionale, lungo la punta della “V”, li dove si verificano le precipitazioni più forti,
si possono presentare pure degli elementi “supercellulari”, con intensa
rotazione, particolarmente avvezzi per lo sviluppo di fenomeni vorticosi, da
non confondere però con le “Supercelle” classiche. In genere
si formano in presenza di forti aeree d’instabilità, lungo il settore caldo
(flusso pre-frontale) di una circolazione depressionaria, strutturata nei medi
e bassi strati, o nel ramo ascendente di una lunga saccatura, che affonda
direttamente dalle alte latitudini, attivando sul lato orientale di
quest’ultima un intenso flusso di correnti meridionali a tutte le quote, con
notevoli velocità nella media e alta troposfera (flussi in genere da Sud, S-SO
e SO).
Temporali del tipo “V-Shaped” sono
caratterizzati da una forma piuttosto lineare, come quella di una“Squall Line” (linea temporalesca)
associata al passaggio di un fronte freddo, assumendo la caratteristica
conformazione a V, ben individuabile dalle moviole satellitari o dalle immagini
radar. Questi temporali sono molto temuti, soprattutto durante la navigazione
aerea, a causa delle violentissime turbolenze che possono propagare anche al di
fuori dei Cumulonembi. Le celle più intense stanno proprio lungo il vertice
della V, sul versante Sud o Sud-ovest, dove si concentrano i fenomeni più
violenti ed estremi, con piogge torrenziali e attività elettrica a fondoscala.
Difatti le cellule che si sviluppano lungo la punta, non avendo nulla a sud che
possa rubare l’aria calda e umida destinata a loro, tendono ad assumere le
caratteristiche di una “Supercella” classica,
con moto rotatorio, tanto da essere confuse con essa, anche se la “Supercella” ha
una struttura molto differente.

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